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Nazionale Antiviolenza

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La Rete Nazionale Antiviolenza e gli Ambiti Territoriali di Rete (ATR)

Oggi è Martedì, 7.09.2010 sono le 04:37
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Chi può aderire alla Rete nazionale antiviolenza afferente al progetto Arianna


Le seguenti macrotipologie:

  • 1. Territori eccellenti, comuni già in possesso di caratteristiche idonee allo sviluppo di azioni sinergiche con il progetto ed allo scambio di buone prassi, dimostrandosi disponibili a fare da traino a chi opera nei territori difficili;
  • 2. Territori complessi, distretti socio sanitari e/o province, dove sia in fase di avvio o di implementazione una rete locale sovracomunale interistituzionale, con il coinvolgimento e la valorizzazione delle associazioni di donne e dei centri antiviolenza presenti;
  • 3. Territori difficili dove non esistono servizi specializzati, città o comuni di piccola dimensione che esprimono la volontà di avviare un'azione di prevenzione e contrasto alla violenza di genere da parte dell'ente locale e di mutuare prassi dagli altri territori coinvolti.

Gli Ambiti Territoriali di Rete che intendono aderire alla Rete Nazionale devono essere in possesso di una o più caratteristiche di seguito elencate:

  • Realizzazione pregressa di azioni mirate al contrasto alla violenza verso le donne, valorizzando i centri antiviolenza presenti nel territorio o attivando servizi specializzati, attraverso attività di prevenzione primaria, informazione, finanziamento di servizi di acoglienza e di ospitalità (centri ascolto, sportelli, centri antiviolenza, case rifugio);
  • Attuazione di azioni di sensibilizzazione e di formazione rivolte agli operatori ed alle operatrici dei servizi di base (sanitari, sociali e delle forze dell'ordine);
  • Presenza di centri antiviolenza (1) e di collaborazione tra questi e gli enti locali al fine di avviare e gestire servizi di accoglienza ed ospitalità per donne vittime di violenza.
  • Esistenza di reti locali (2) a livello cittadino, distrettuale o provinciale, contro la violenza alle donne, sia formalizzate da un protocollo di intesa o accordo di servizio, che informali e costituite da accordi tra enti per migliorare l'intervento su specifiche situazioni di violenza;
  • Sperimentazione di servizi dedicati, istituiti da enti pubblici o in convenzione, integrati o in fase di integrazione con le altre agenzie territoriali deputate ad intervenire;
  • Inserimento nei differenti livelli di pogrammazione di interventi rispetto alla prevenzione ed al contrasto della violenza di genere (normativa di settore, programmazione sociale comunale o regionale, Piani di Zona L. 328/2000, programmazione sanitaria locale o regionale, linee di intervento dedicate nei Piani Operativi, ecc.);
  • Disponibilità per la realizzazione delle azioni previste in relazione al servizio di accoglienza telefonica 1522 (applicazione dei dispositivi previsti) ed alle altre attività puntualmente descritte nel Protocollo di intesa da sottocrivere con il Dipartimento;
  • Disponibilità a offrire o mutuare protocolli di intervento, procedure di cooperazione, modalità operative integrate, così da determianre l'impulso ad un circuito virtuoso di scambi e di sostegno nell'implementazione locale di interventi volti alla prevenzione ed al contrasto della violenza di genere verso le donne;
  • Dislocazione territoriale per la progressiva copertura dell’intero territorio italiano.

Con il progetto si richiede di:

  • Integrare l'accoglienza telefonica con i servizi locali (centri antiviolenza, servizi pubblici specializzati, ecc.), attraverso il trasferimento di chiamata dal 1522 al servizio referente, il monitoraggio di questa attività e l'attivazione della rete locale afferente al servizio individuato come referente;
  • Potenziare le competenze delle agenzie locali e migliorare le procedure di intervento;
  • Rendere fruibili le proprie esperienze ad altri territori, attraverso i seminari tematici e lo scambio tra omologhi;
  • Raccordare le attività locali con quelle che si stanno attivando a livello nazionale;
  • Garantire la diffusione delle informazioni.

Come si aderisce alla Rete

La procedura di richiesta di adesione alla Rete si sviluppa attraverso:

  • 1. Invio di una domanda di adesione al Dipartimento da parte dell’Ente locale che intende stipulare il Protocollo di intesa;
  • 2. Produzione della documentazione attestante i requisiti sopra descritti, attraverso una relazione descrittiva la realtà locale (servizi presenti, reti, servizi specializzati, associazioni di donne, dati statistici, dati economici) e di documentazione comprovante (brochure, protocolli, accordi, convenzioni, progetti, ecc.);
  • 3. Individuazione del servizio referente locale, che dovrà essere già presente nella mappatura del 1522; in caso negativo si procederà all'attivazione della specifica procedura di inserimento.

Per migliori informazioni mandare una mail a info@antiviolenzadonna.it


Note___________________________________________________
(1) Per centri antiviolenza si intendono servizi specializzati in cui siano presenti differenti tipologie di attività rivolte alle donne vittime di violenza (accoglienza, ospitalità, consulenze legali o psicologiche, ecc.), gestite da personale femminile qualificato e professionalmente specializzato rispetto al target.
(2) Le reti si costituiscono tra i soggetti pubblici e privati attivi in un dato territorio (comuni, province, distretto socio sanitari). I principali servizi coinvolti nelle reti locali (ATR) sono: i centri antiviolenza e le case rifugio; le associazioni di donne attive sul tema, i servizi sociali territoriali ed i servizi per gli alloggi; i servizi sanitari e gli ospedali; le forze dell’ordine; i tribunali (ordinari e per i minorenni); i servizi educativi e scolastici; i servizi per le immigrate pubblici o privati; le autorità locali.

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