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Nel corso dell'XI trimestre di attività del call center, sono 2.176 le telefonate utili giunte al 1522, facendo registrare
per questo ultimo anno ben 10.200. chiamate cui sono state offerte risposte immediate ed efficaci.
Il numero delle donne straniere (l'8,9% del totale delle chiamate) che si rivolgono al servizio, anche se assai più limitato
rispetto al dato delle italiane, presenta una lenta ma progressiva crescita rispetto ai trimestri precedenti.
Le persone che si sono rivolte al servizio sono essenzialmente donne (91,8%), tuttavia si evidenzia una quota significativa
di uomini soprattutto fra quegli "altri interlocutori" che chiamano per ricevere informazioni diversificate o per segnalare
un caso. Questa particolare utenza è costituita nella maggior parte da donne, da operatori/ci del settore socio sanitario,
da liberi/e professionisti/e, ma anche di parenti delle donne vittime di violenza, talvolta sono le stesse donne che hanno
subito violenza che chiamano sotto altra veste.
Ma chi si è rivolto al 1522 nel corso del periodo ottobre-dicembre 2008? Sono prevalentemente le donne vittime di violenza
(70,8% delle chiamate), ma anche terzi che sono a conoscenza di situazioni di violenza, o operatori che desiderano informazioni
sul progetto Arianna.
L'analisi dei dati relativi alle donne che si sono rivolte al servizio 1522 perché vittime di violenza ha permesso di evidenziare
alcuni importanti aspetti inerenti le caratteristiche delle donne vittime di violenza, degli autori e del tipo di violenza subita.
Le chiamate provengono in prevalenza dal nord Italia, un dato più accentuato nel caso delle donne straniere. Per le italiane
è anche molto significativa la quota che proviene da sud e isole, mentre il centro Italia ha le percentuali più ridotte.
I principali responsabili delle violenze agiscono soprattutto in ambito familiare, o sono comunque persone con cui le vittime
hanno un legame affettivo e relazionale. Si tratta in particolar modo di partner (63,1%), mentre in un altro significativo
12,6% dei casi sono altri membri della famiglia che utilizzano la relazione di prossimità per agire comportamenti analoghi.
Nell'insieme, e per oltre la metà del campione, si tratta di donne che si trovano nella parte centrale del percorso di vita,
tra i 30 e i 50 anni, con diploma di scuola superiore; molte hanno una occupazione dipendente, ma risulta molto significativa
anche la quota di donne disoccupate, e di casalinghe.
La tipologia di violenza maggiormente "denunciata" è quella fisica, che sembra minacciare in proporzione ancor più accentuata
le straniere, mentre quella psicologica che pure viene denunciata nel 43% dei casi è decisamente un problema più
sentito dalle italiane. I pochi episodi di violenza sessuale riscontrata riguardano in prevalenza l'ambito familiare e comunque
quello delle relazioni personali, mentre "solo" il 23,8 dei casi è ad opera di sconosciuti.
Per informazioni più dettagliate sui dati si può consultare il report pubblicato nell'area riservata del portale.
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