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News 28 Gennaio 2009

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Sintesi dati quarto trimestre 2008 del Servizio di Accoglienza Telefonica 1522


Nel corso dell'XI trimestre di attività del call center, sono 2.176 le telefonate utili giunte al 1522, facendo registrare per questo ultimo anno ben 10.200. chiamate cui sono state offerte risposte immediate ed efficaci. Il numero delle donne straniere (l'8,9% del totale delle chiamate) che si rivolgono al servizio, anche se assai più limitato rispetto al dato delle italiane, presenta una lenta ma progressiva crescita rispetto ai trimestri precedenti.
Le persone che si sono rivolte al servizio sono essenzialmente donne (91,8%), tuttavia si evidenzia una quota significativa di uomini soprattutto fra quegli "altri interlocutori" che chiamano per ricevere informazioni diversificate o per segnalare un caso. Questa particolare utenza è costituita nella maggior parte da donne, da operatori/ci del settore socio sanitario, da liberi/e professionisti/e, ma anche di parenti delle donne vittime di violenza, talvolta sono le stesse donne che hanno subito violenza che chiamano sotto altra veste.
Ma chi si è rivolto al 1522 nel corso del periodo ottobre-dicembre 2008? Sono prevalentemente le donne vittime di violenza (70,8% delle chiamate), ma anche terzi che sono a conoscenza di situazioni di violenza, o operatori che desiderano informazioni sul progetto Arianna.
L'analisi dei dati relativi alle donne che si sono rivolte al servizio 1522 perché vittime di violenza ha permesso di evidenziare alcuni importanti aspetti inerenti le caratteristiche delle donne vittime di violenza, degli autori e del tipo di violenza subita.
Le chiamate provengono in prevalenza dal nord Italia, un dato più accentuato nel caso delle donne straniere. Per le italiane è anche molto significativa la quota che proviene da sud e isole, mentre il centro Italia ha le percentuali più ridotte.
I principali responsabili delle violenze agiscono soprattutto in ambito familiare, o sono comunque persone con cui le vittime hanno un legame affettivo e relazionale. Si tratta in particolar modo di partner (63,1%), mentre in un altro significativo 12,6% dei casi sono altri membri della famiglia che utilizzano la relazione di prossimità per agire comportamenti analoghi.
Nell'insieme, e per oltre la metà del campione, si tratta di donne che si trovano nella parte centrale del percorso di vita, tra i 30 e i 50 anni, con diploma di scuola superiore; molte hanno una occupazione dipendente, ma risulta molto significativa anche la quota di donne disoccupate, e di casalinghe.
La tipologia di violenza maggiormente "denunciata" è quella fisica, che sembra minacciare in proporzione ancor più accentuata le straniere, mentre quella psicologica che pure viene denunciata nel 43% dei casi è decisamente un problema più sentito dalle italiane. I pochi episodi di violenza sessuale riscontrata riguardano in prevalenza l'ambito familiare e comunque quello delle relazioni personali, mentre "solo" il 23,8 dei casi è ad opera di sconosciuti.

Per informazioni più dettagliate sui dati si può consultare il report pubblicato nell'area riservata del portale. Per accedere all'area riservata occorre registrarsi compilando l'apposito modulo.

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